Articoli su cinema, emozioni e psicologia

Esplora il mondo del cinema attraverso l'analisi emotiva e psicologica. Scopri come i film ci toccano nel profondo e cosa rivelano sulla psiche umana, in questo spazio di Lunajo artistic diary.

Disclosure day: Listen... 

Lo sguardo di un sensibile visionario ci accompagna ben oltre la sceneggiatura.
Un viaggio che affonda le radici nel passato, attraverso continui richiami a scene ormai entrate nell’immaginario collettivo — tra cui l’indimenticabile treno di Ritorno al Futuro III.

Spielberg si autocita, ma non per nostalgia: rilegge il proprio cinema con una visione lucida, proiettandolo verso ciò che non appare più come un remoto futuro fantascientifico, bensì come un presente sempre più tangibile.

È un racconto che ha il tempo tra i suoi protagonisti invisibili: una corsa contro il tempo è, infatti, quella che vede coinvolti i due apparenti nuovi messia nella lotta per il diritto alla verità, custodita gelosamente e sottratta all’umanità. Una verità che, una volta rivelata riaccende una speranza dimenticata: quella che la riscoperta di non essere il centro dell’universo possa restituirci empatia, umiltà e forse persino pace.

In un mondo sospeso sull’orlo dell’estinzione, la visione proposta da Spielberg appare inquietantemente vicina, più che distopica e  futura.

Provocatorio e magistrale l’approccio di Steven Spielberg,  che ci colpisce (letteralmente) in piena faccia ancora prima di poter ascoltare la prima battuta. Entriamo nella storia già disorientati, quasi turbati, trascinati in un’esperienza che non concede tregua fino all’ultimo istante. Tutti i sensi vengono immediatamente attivati e lo spettatore si ritrova immerso in un universo parallelo che sembra fin troppo familiare.

Si ha costantemente l’impressione che qualcuno (o qualcosa) possa interrompere la narrazione da un momento all’altro per rivolgere direttamente lo sguardo verso di noi, lasciandoci attendere, speranzosi di ricevere anche la nostra fetta di verità.

Ritorna a provocare, forse anche con un po' di furbizia, tramite l’uso dell’AI, che irrompe in quasi tutte le atmosfere aliene. I loro strumenti sono forse già nelle nostre mani? O è una scelta ironica e un po’ comoda, che però finisce per assumere involontariamente una stratificazione di significati?

Eppure, Steven Spielberg sembra proprio non lasciare nulla al caso in questo suo ultimo capolavoro.

Il messaggio appare chiaro: l’empatia, la connessione tra noi, l’ascolto puro e sincero sono le uniche scelte contro un’altrimenti inevitabile estinzione. Ed è così che nasce il paradosso: gli alieni, i non umani,  come unici e inaspettati portatori di un’umanità ormai dimenticata.

E a noi non resta altro che ascoltare...Listen. 

Lunajo